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Un sistema di produzione più attento per un futuro sostenibile
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La transizione verso modelli di consumo e soprattutto di produzione industriale sostenibili, quindi maggiormente compatibili con la necessità di salvaguardare il pianeta e i suoi abitanti, negli ultimi anni sta diventando sempre più necessaria. Molti campanelli di allarme ci segnalano che non c’è più tempo per rimandare e che un cambio di passo in questo senso è importantissimo. Uno di questi è sicuramente il forte aumento del peso dell’impronta ecologica dei materiali, cresciuta del 70% negli ultimi anni. Nel 2000 si registrava l’acquisto di un milione di bottiglie di acqua in plastica ogni minuto, nel 2017 è stato calcolato che annualmente vengono gettate 5 trilioni (un miliardo di miliardi) di buste di plastica monouso. Un altro dato interessante (e drammatico da un certo punto di vista) è quello relativo alla continua proliferazione dei rifiuti elettronici. Nel 2019 ogni abitante della Terra ha prodotto in media oltre 7 kg di rifiuti di questo tipo, riciclandone solo 1.7 kg. Proprio al passaggio verso standard produttivi meno impattanti fanno riferimento le Nazioni Unite con l’ambizioso progetto SDGs che si pone l’obiettivo di ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti attraverso il raggiungimento di 17 goals di natura diversa entro l’orizzonte del 2030. Una filosofia che Magniflex ha fatto sua già da diverso tempo, almeno per quello che concerne il proprio sistema produttivo. L’idea è quella di utilizzare la grande maggioranza degli scarti di lavorazione per altri fini produttivi invece che destinarli allo smaltimento. Negli stabilimenti Magniflex il 95% dei materiali di scarto viene destinato al riutilizzo e non a diventare rifiuto. L’azienda si impegna in maniera concreta a fare in modo che i rifiuti speciali possano trovare una nuova via di utilizzo, una seconda vita, e che non vengano direttamente destinati allo smaltimento. Seguire protocolli rispettosi della sostenibilità durante il processo produttivo, ideando delle soluzioni innovative, è fattibile e, spesso, anche vantaggioso da un punto di vista economico. Il 100% degli scarti delle lastre in poliuretano, infatti, può essere riconvertito in materiale utile a un altro uso, come pannelli isolanti o prodotti fonoassorbenti funzionali per certi agglomerati industriali. Un esempio che dimostra come l’adozione di standard produttivi eco-sostenibili non debba essere considerato esclusivamente come un inutile costo accessorio, ma piuttosto il modo di innescare un potente circolo virtuoso che fa bene alla salute del nostro pianeta. Un concetto che Magniflex ha chiaro da tempo e che mette in pratica già da diversi anni, una ragione in più per aderire agli obiettivi fissati dall’Onu con il progetto SDGs.


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